Bioshock

Sviluppato da 2K e uscito inizialmente per Xbox 360 e PC nell'estate 2007 (pubblicato su Playstation 3 più di un anno dopo) Bioshock è un FPS classico nelle meccaniche di gioco e nel sistema di crescita del personaggio, ma assolutamente innovativo per l'attenzione profusa dagli sviluppatori nella fase di script della sceneggiatura, a differenza di una generalizzata disattenzione per la “storia” a scapito dell' “azione” che si riscontra in troppi giochi del genere. RAPTURE
È una notte degli anni 60 e l'aereo di linea sul quale stiamo viaggiando alla volta dell'Inghilterra precipita per un'avaria nel bel mezzo dell'oceano Atlantico. Ripresa conoscenza, tra le onde nere e i pezzi di lamiera infuocati, ci trasciniamo a nuoto verso una specie di faro, una strana costruzione nel bel mezzo del nulla. Entriamo e la cabina di un ascensore ci porta per centinaia di metri in fondo all'oceano.
LE SORELLINE
Per i corridoi bui e umidi di Rapture, oltre ai ricombinanti, si aggirano delle bambine scalze, pallide, con gli occhi gialli e un enorme siringa in mano. Cavie di un esperimento, con una lumaca di Adam impiantata nello stomaco, la sorelline hanno un unico scopo: risucchiare l'Adam dai cadaveri.
Essendo contenitori ambulanti della preziosa droga, ed essendo quindi continuamente attaccate dai Ricombinati, ciascuna bambina ha una guardia del corpo personale, il Big Daddy, chiusa in un enorme scafandro di metallo e con una trivella rotante sul braccio. Una volta incontrata una Sorellina, possiamo decidere di lasciarla stare (nel qual caso anche il Big Daddy lascerà stare noi) oppure di attaccare.
Eliminato il Big Daddy, un'impresa che si rivela tutt'altro che facile, sta a noi decidere se uccidere la Sorellina, prelevando dal suo cadavere una grande quantità di Adam oppure salvarle la vita liberandola dalla lumaca e prendere solo una piccola quantità di droga, rinunciando così a buona parte del nostro potenziamento e delle abilità che ne derivano.
E' bene sapere che il destino a cui manderemo incontro le Sorelline (oltre a costituire una difficile scelta morale) non influirà solo sul gameplay: a seconda delle scelte fatte saranno infatti sbloccati diversi finali del gioco.
Come si accennava prima, la storia avvincente e le ambientazioni suggestive sono due caratteristiche vincenti di un gioco che, non discostandosi dagli standard del genere e non offrendo un esperienza di gameplay rivoluzionaria, riesce tuttavia a farsi apprezzare proprio per la sua capacità, come per tutte le belle storie, di tenere vivo l'interesse; durante la nostra avventura infatti, incontrando alcuni personaggi secondari e numerosi registratori disseminati nei posti più impensabili, verremo a conoscenza dei segreti più oscuri di Rapture.
Armi e Plasmidi (una serie di abilità simili agli incantesimi dei giochi fantasy) offrono diverse possibilità di gioco rendendo i combattimenti piuttosto dinamici e variegati; inoltre affrontare Bioshock in modalità difficile richiede una certa dose di pianificazione strategica, soprattutto negli scontri con i Big Daddy.
Niente di eccessivamente impegnativo però: una volta morto, il protagonista resuscita nelle cosiddette Camere della Vita, un espediente molto criticato proprio dai videogamers più tradizionalisti: un uso dei check-point così frequente, se da una parte rende il gioco meno frustrante e adatto anche ai giocatori meno esperti, dall'altra rischia di appiattire troppo il livello di sfida per chi non è un giocatore alle prime armi.
Ad ogni modo la versione Playstation 3 include una modalità extra chiamata “Sopravissuto” che rende Bioshock molto più complesso e simile a un survival horror.
Share |

di Francesco Di Jorio