Fatal Fury: King Of Fighters
Verso la fine del 1991 la SNK decise che era giunto il momento di mettere un freno al dominio della Capcom, che con Street Fighter II regnava incontrastata il mondo dei picchiaduro ad incontri. Ed allora ecco arrivare nelle sale giochi di tutto il mondo Fatal Fury, un titolo che introduce qualche piccola innovazione e in cui fanno la loro prima comparsa alcuni personaggi diventati simbolo di SNK: i fratelli Bogard e Joe Higashi.
IL PRIMO TORNEO “THE KING OF FIGHTERS”
La trama che fa da sfondo a Fatal Fury sembra provenire direttamente da un film degli anni ‘80: dopo lunghi anni di allenamento, i fratelli Terry e Andy Bogard ritornano a Suothtown con l’intento di vendicare la morte del padre avvenuta per mano di Geese Howard, uno spietato boss della malavita.
Dopo un’inutile ricerca i fratelli Bogard stringono amicizia con Joe Higashi e decidono di iscriversi al torneo “The King Of Fighters” dietro al quale si nasconderebbe proprio l’organizzazione capitanata da Geese.
TRE E’ IL NUMERO PERFETTO
La prima cosa che salta all’occhio in Fatal Fury è il numero esiguo di personaggi selezionabili: in modalità single player potremo scegliere fra uno solo dei tre protagonisti (Terry, Andy e Joe) mentre invece l’intero parco lottatori sarà usufruibile soltanto nel caso sfideremo un amico.
Il sistema di controllo è piuttosto semplice e si avvale di un tasto per i pugni e uno per i calci, ai quali si aggiunge quello per le prese da combinare con il tasto direzionale.
Oltre alle varie mosse speciali, Fatal Fury introduce la possibilità di spostarsi su un piano parallelo rispetto a quello in cui si trova il nostro avversario; se eseguita con tempismo questa caratteristica permette di evitare lateralmente alcuni attacchi ma tuttavia l’eccessivo utilizzo di questa tecnica da parte del computer, insieme all’impreciso attacco in volo durante lo spostamento, rendono il cambio di piano un’arma a doppio taglio.
I lottatori di Fatal Fury sono sufficientemente dettagliati ma sono purtroppo dotati di scarse animazioni, caratteristica che in alcune circostanze compromette il gameplay.
Anche gli sfondi (tutti ambientati a Southtown) sono di buona fattura e in particolare è piacevole notare i cambiamenti atmosferici (da giorno a notte, da soleggiato a pioggia) alla fine di ogni round. L’audio si avvale di buoni effetti, voci abbastanza chiare e una colonna sonora orecchiabile ma non indimenticabile.
Se si parla di Fatal Fury è impossibile non fare un paragone con Street Fighter II, confronto dal quale il gioco della SNK esce sconfitto. Tuttavia, nell’anno in cui uscì, Fatal Fury era l’unica valida alternativa al capolavoro Capcom e per questo motivo riscosse un discreto successo non solo in sala giochi ma anche su Neo Geo, Neo Geo CD, Super Nintendo e Sega Megadrive.
di Emanuele Cabrini