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Ico

Medaglia Consigliato da GameSearch.it Medaglia Valore storico Medaglia Pensatore

Nel Marzo 2002 usciva su Playstation 2 un videogioco sviluppato da un piccolo gruppo interno alla Sony (il Team Ico, composto da una ventina di persone) che in breve tempo affascinò il pubblico di tutto il mondo; nel giro di qualche anno la fama di questo gioco era cresciuta a tal punto che se ne parlava, senza timore di esagerare, come uno dei migliori giochi di sempre: la prima edizione con la copertina cartonata  era ormai esaurita anche nel mercato dell’usato, ci fu una seconda edizione nel febbraio 2006 ed è prossima una terza edizione per Playstation 3 (insieme a Shadow of the Colossus, seguito “spirituale” di Ico, anche se con un’altra storia e altri protagonisti).

Un simile successo sorprende: Ico è un gioco minimalista, fatto con due soli personaggi, avvolto nel silenzio dei soli rumori ambientali, pochi dialoghi, un’unica ambientazione e nessuno scontro epico: una favola lenta e poetica, che ti rapisce con leggerezza, trasportandoti in un mondo che ha i colori delle favole di una volta;  l’esperienza videoludica quindi si mescola e si confonde con l’esperienza artistica e sensoriale, e siamo lontano anni luce dai soliti giochi fatti di sparatorie, inseguimenti, effetti speciali. 
 
In un villaggio di un altro tempo e di un altro luogo nasce un bambino con le corna, una diversità  foriera di sciagura; quasi come in un rito millenario, all’età di dodici anni, il piccolo viene trasportato in un castello immenso, chiuso in una gabbia in mezzo ai resti mortali di tanti come lui. 
Una scossa sismica fa però aprire la gabbia, e Ico è libero, tra le volte altissime e polverose di una stanza del castello che doveva essere la sua tomba: in un'altra gabbia, appesa al soffitto, è rinchiusa una ragazza dalla pelle bianca e luminescente, quasi una divinità eterea. Parla una lingua strana, sconosciuta, e sembra provenire da un altro mondo. Ico decide di liberarla…

Il gioco è la storia di una fuga, ma anche un viaggio di iniziazione carico di simboli ancestrali e misteri sconosciuti;  controllando con il joypad i movimenti del bambino dobbiamo inevitabilmente farci carico di aiutare la ragazza: possiamo prenderla per mano per correre via con lei, aiutarla a scavalcare pareti troppo alte, chiamarla e dirle di aspettare, l’importante è non lasciarla mai sola.
Strane creature fatte d’ombra infatti aspettano solo che ci allontaniamo per sbucare dal terreno e trascinarla via.

Il castello, ambientazione metafisica fatta di geometrie regolari, tagli di sole accecante dalle finestre in cui galleggia la polvere, piccoli giardini, cascate e oscuri passaggi nascosti, è pieno di enigmi: nella fuga verso la salvezza dovremo risolverne anche di difficili, sfruttando la possibilità di cooperare con la nostra compagna.
Minimale anche il suono,  con i soli rumori ambientali durante l’esplorazione (passi che rimbombano nelle vaste sale del castello, voci amplificate dall’eco, il cinguettio degli uccelli e il soffio del vento) e una musica di sottofondo solo quando dovremo, armati con un bastone, scacciare le ombre e strappare la nostra amica dall’abisso.
Più volte infatti, durante l’esplorazione, dovremo lasciare la ragazza sola: Yorda indietreggia e scuote il capo quando ha paura di spiccare un salto, o di camminare vicino a uno strapiombo; a noi il compito di proseguire da soli per cercare strade alternative, stando sempre attenti alle sue grida di aiuto, per correre immediatamente a salvarla dall’assalto delle ombre.

I passaggi evocativi dalla luce accecante al buio delle stanze, l’atmosfera rarefatta e sospesa che ci accompagna durante il viaggio, e il legame sempre più profondo che lega i due protagonisti: Ico suscita sensazioni che pochi altri giochi sanno trasmettere. Da intrattenimento a opera artistica il passaggio è breve.

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di Francesco Di Jorio

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You Were There - Tema musicale

Brano che accompagna la sequenza finale di Ico.

L'uomo dietro al videogame

Ico

Fumito Ueda nasce in Giappone nel 1970. Dopo la laurea conseguita presso l'Università delle Arti di Osaka cerca di intraprendere, senza successo, la carriera di artista. La sua vena creativa trova sfogo nel mondo dei videogame, diventando uno degli autori più amati dagli appassionati. Tuttavia, come spiega sul suo sito ufficiale, pur continuando a supervisionare alcuni progetti nel 2011 abbandona Sony per proseguire autonomamente la sua ricerca artistica.

Medaglie

Medaglia Consigliato da GameSearch.it

Consigliato da GameSearch.it

Medaglia Valore storico

Valore storico

Per la sua componente artistica (in parte ispirata dalle opere del pittore metafisico Giorgio De Chirico) Ico ha notevolmente assottigliato la linea che divide arte e videogame.

Medaglia Pensatore

Pensatore

L'atmosfera evocativa e rarefatta del gioco lascia libero spazio ad interpretazioni metaforiche. Ico è diventato oggetto di ricerca per studi sociologici e filosofici.

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