Fuga da Monkey Island

Il quarto capitolo della serie Monkey Island coincide con un nuovo radicale cambiamento:
l’avventura grafica passa dal 2D al 3D.
NEL PRONDO DEI CARAIBI… MELEE ISLAND! DI NUOVO!!!
Dopo il matrimonio tra Guybrush e Elaine dove potevano andare a vivere i novelli sposi se non nella magione dalla famiglia Marley sull'isola di Melèe?
Come ci si poteva aspettare il lungo viaggio di nozze termina purtroppo con un rientro non proprio felice. Infatti, arrivati al molo, la coppia scopre di esser stata data per morta e quindi tutte le loro proprietà sono state vendute. Inoltre sono già in arrivo i macchinari per la demolizione della casa. Mentre Elaine si appresta a sistemare la parte burocratica della faccenda toccherà al nostro simpatico pirata trovare il modo di bloccare l'avanzata delle macchine distruttrici (catapulte).
Da qui inizierà effettivamente la nostra storia che ci porterà a scoprire il mistero che si cela dietro a tutti questi eventi, e potete contare che sotto sotto ci sarà la mano di un nostro caro vecchio arcinemico insieme al più grande mistero di sempre: il tesoro di BigWoop.
UN PIRATA 3D
Il motore grafico è un'evoluzione di quello visto in Grim Fandango (altra fenomenale avventura targata Lucas) ma in questo caso non sembra adeguarsi perfettamente allo stile originale della serie.
Sebbene sembra sia stata seguita una certa cura nel design degli scenari, i modelli poligonali risultano poco particolareggiati. Pessimo lavoro sopratutto nel creare i personaggi, sia quelli comprimari, ma sopratutto quelli principali che risultano più poveri che mai e dal design poco azzeccato.
Purtroppo vedremo un Guybrush anonimo e inespressivo, affiancato da una schiera di personaggi-manichino. Un gran peccato per un titolo che doveva portare la svolta dal 2D al 3D.
Gli sceneggiatori hanno avuto la malaugurata idea di voler attualizzare totalmente il mondo di gioco con una serie di elementi “estranei” che pian piano diverranno il fulcro dell'ambiente. Si è infatti passati dal caratteristico paesaggio piratesco alla più banale e attuale ambientazione turistica, trasformando il tutto in un grosso parco divertimenti di serie B.
Anche il ritorno di vecchi personaggi in veste moderna è estraniante e crea disguidi a livello mentale nel giocatore affezionato.
Interessante l'idea di recuperare i combattimenti ad insulti sotto un'altra forma, se non fosse per il fatto che sono stati realizzati senza nessuna cura, relegandoli a una semplice ricerca delle combinazioni da scegliere al momento giusto.
Escape From Monkey Island è per molti aspetti un capitolo da dimenticare (disponibile per PC e PlayStation 2). Partito con il concetto di voler terminare la ricerca al tesoro di BigWoop, finisce invece col rovinare totalmente le gesta del Temibile Pirata Guybrush Treepwood. Come si riscatterà il nostro eroe?
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di Mirko Di Pasquale