Il Professor Layton e il Paese dei Misteri

IL PROFESSOR LAYTON E IL PAESE DEI MISTERI - RECENSIONE NINTENDO DS - Con il suo portatile a due schermi, Nintendo è riuscita a vendere videogiochi anche a chi li ha sempre etichettati come mezzi di intrattenimento violenti o superficiali. Titoli come Brain Training, con il loro esplicito riferimento all’uso della materia grigia, hanno infatti segnato una svolta; nel 2008 Level-5 ci propone Il Professor Layton e il Paese dei Misteri, un titolo che cerca di unire la passione per gli enigmi al fascino delle avventure grafiche.
IL VILLAGGIO DI SAINT-MYSTERE
La vicenda inizia quando il professor Layton, archeologo di fama mondiale e grande appassionato di enigmi, viene contattato dalla famiglia di un ricco barone morto di recente nel villaggio di Saint-Mystère.
L’intento è quello di ritrovare la Mela d’Oro, la chiave, almeno secondo il testamento del defunto, per entrare in possesso della sua eredità.
Intuendo che sarà un caso alquanto coinvolgente, Layton parte alla volta di Saint-Mystere in compagnia del giovane Luke, il suo fedele aiutante. La trama de Il Professor Layton e il Paese dei Misteri non spicca dunque per originalità. La narrazione è lineare e, se proprio dobbiamo dirla tutta, non è poi così complicato riuscire a capire in anticipo il mistero che avvolge il tranquillo e pacifico villaggio di Saint-Mystere.
A questo punto è bene precisare che però il vero fulcro del gioco sono gli enigmi, che invece si dimostrano pienamente all’altezza delle aspettative.
RISOLVI QUESTO SE SEI CAPACE!
Gli oltre 130 rompicapi che troveremo ne Il Professor Layton e il Paese dei Misteri (fortunatamente tradotto in un buon italiano) sono stati ideati da Akira Tago, famoso autore di opere enigmistiche. Nonostante a una prima occhiata il titolo in esame appaia indicato ad un pubblico molto giovane (il Pegi lo consiglia a partire dai sette anni), in realtà i più piccoli potranno trovarsi spiazzati di fronte alla complessità di certi indovinelli. Sul retro della confezione italiana è ben visibile la scritta “Per poter apprezzare al meglio questo gioco è necessario saper leggere”; questa condizione ci è apparsa necessaria ma non sufficiente:  alcuni enigmi de Il Professor Layton e il Paese dei Misteri possono tranquillamente mettere in difficoltà anche un adulto.
Ogni enigma ha una complessità e un compenso espressi in “Picarati” (utili per sbloccare alcuni extra): se sbaglieremo a dare la risposta, potremo ritentare ricevendo, in caso di risoluzione dell’indovinello, un numero ridotto di Picarati. Questa regola viene però a mancare con la possibilità di salvare in ogni momento: le risposta a ogni rompicapo è sempre la stessa, e quindi, in caso di errore, è facile cadere nella tentazione di resettare la console e ripetere l’indovinello senza così perdere nessun picarato.
Girando per le vie di Saint-Mystere potremo sfruttare il pennino del Nintendo DS per cliccare un po’ ovunque. In questo modo, qua e la troveremo delle monete da spendere come aiuto (fino ad un massimo di tre per ciascun enigma).
Completano il quadro del gameplay la ricerca di componenti per uno strano marchingegno, di mobili per arredare le stanze in cui alloggiano Layton e Luke, e dei pezzi di tela per ricomporre un vecchio quadro. Si tratta però di espedienti non particolarmente implementati e del tutto inutili al fine di portare a termine l’avventura.
BRITISH STYLE
A fare da contorno tra un enigma e l’altro c’è Saint-Mystere; non molto grande e non particolarmente vario, ad ogni modo il piccolo villaggio ben si adatta all’atmosfera calda e accogliente, tipicamente British, evocata dal Paese dei Misteri. A proporci i rompicapi saranno gli abitanti del luogo, tutti piuttosto eccentrici e dall’aria simpatica.
Infine la componente audio si avvale di un ottimo doppiaggio e di una colonna sonora che, pur essendo poco varia e alla lunga ripetitiva, si adatta bene al contesto.
Il Professor Layton e il Paese dei Misteri è da intendersi come un videogioco ideato per stimolare l’intelletto. La parte da leone è infatti svolta dai tanti ed affascinanti enigmi, mentre la trama non particolarmente originale e l’ambientazione curata ma poco varia, fanno da solo elegante cornice al titolo sviluppato da Level-5.
Consigliato a chi vuol dar da mangiare alla propria materia grigia; chi invece è alla ricerca di una vera avventura grafica farebbe meglio a rivolgersi altrove.
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di Emanuele Cabrini