Pitfall!

RECENSIONE PITFALL! ATARI 2600, COMMODORE 64, INTELLIVISION, MSX - La fine degli anni settanta e i primi anni ottanta segnano un nuovo interesse per l’esplorazione (attraverso l’immaginazione) di cose misteriose, mondi e popoli sconosciuti del passato e del futuro. Al cinema nascono le saghe di Indiana Jones e di Guerre Stellari, ma l’universo dei videogames non è da meno ed è anch’esso pronto a lanciare una nuova stella: Pitfall!, pubblicato nel 1982 per Atari VCS 2600.
Ideato dalla mente brillante di David Crane e considerato il primo vero platform game a sfondo avventuroso, Pitfall! ci porta in una giungla piena di pericoli ma anche colma di ricchezze.
Una volta inserita la cartuccia nella console, veniamo immediatamente catapultati nell’azione, e dunque, per sapere qualcosa sulla trama, dobbiamo necessariamente rivolgerci al libretto di istruzioni, il quale ci spiega che il nostro alter-ego è un certo Pitfall Harry, famoso esploratore e cercatore di tesori. Scopo della missione è recuperare fino ad un massimo di 32 oggetti preziosi (lingotti d’oro o gioielli) entro un tempo limite di venti minuti. Tre sono invece le vite che avremo a disposizione per superare tutti i 255 scenari che compongono il gioco. Contro ostacoli quali coccodrilli, scorpioni, sabbie mobili, pozze d’acqua, serpenti e tronchi d’albero, avremo dalla nostra parte solo un’azione che Pitfall! ha implementato prepotentemente nel mondo dei videogames: il salto.
Saltare era la nostra unica ancora di salvezza in questo titolo che, nonostante le limitazioni tecniche dell’Atari 2600, riusciva a coinvolgere il giocatore con il suo look sobrio ma funzionale (composto dallo sprite multicolore di Harry inserito in una giungla dominata da tinte verdi e gialle), e con la risposta precisa del sistema di controllo.
Ultima caratteristica interessante di Pitfall! è il punteggio: all’inizio partiremo con un bottino di 2000 punti, che potrà diminuire se compiremo un’azione sbagliata (come cadere nelle sabbie mobili) o aumentare recuperando tesori.
Sempre come ci suggerisce il libretto di istruzioni, la vera abilità è riuscire a terminare il gioco senza fare errori, così da totalizzare ben 114.000 punti, impressa tutt’altro che semplice.
EDIZIONI
Pitfall! fu un immediato successo e per questo motivo venne in seguito adattato non solo per altre piattaforme Atari (ad esempio Atari 5200), ma anche per i sistemi Colecovision, MSX, Intellivision e Commodore 64. Queste versioni vantavano lo stesso gameplay dell’originale ma sfruttavano una diversa paletta cromatica.
Nei primi anni ottanta le leggi sul copyright ancora non tutelavano pienamente le opere videoludiche e dunque anche Pitfall! fu vittima di una lunga serie di cloni.
Un videogame per Atari 2600 al giorno d’oggi può sembrare quanto di più obsoleto possa esistere; tuttavia ancora una volta è bene sottolineare quanto alcuni titoli del passato abbiano segnato una svolta nel panorama videoludico. A cosa staremo giocando ora se non ci fosse stato Pitfall?
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di Emanuele Cabrini